S.Mamete
Situato alla foce del torrente Soldo appena
uscito dalla sua forra per gettarsi nel lago di Lugano, San Mamete
è ed è sempre stato il centro amministrativo della valle.
Ha una bella piazza rettangolare in pendenza verso il lago, porticata
da un lato, dove sono concentrate le funzioni del Comune e le attività
commerciali: l’attracco per i battelli, i bar, gli sportelli
bancari, la farmacia, l’edicola, il fornaio e l’agenzia
immobiliare.
Dal
fondo della piazza una larga scalinata porta al sagrato della chiesa
e di lì prosegue per Loggio: passa davanti al cimitero e,
risalendo i tornanti a ridosso della forra del Soldo, consente l’accesso
alla Cappella di San Carlo: questa fu eretta in occasione della
canonizzazione di Carlo Borromeo arcivescovo di Milano e signore
della Valsolda, nel 1610.
Affianca la chiesa il bel campanile in pietra terminante nell’altro
cono cestile; sulle arcate laterali due testine romaniche. Sul lato
della chiesa, affacciato al lago, gli stemmi dei vescovi milanesi
che vennero in visita pastorale in Valsolda.
San Mamete è, per un’antica tradizione,
chiesa prepositurale.
L’interno è il risultato delle ristrutturazioni del
1637 e del 1929.
L’altar maggiore copre alla vista un’antica “Madonna
con Bambino e S. Mamete”, affrescata sulla parete absidale.
Nel presbiterio sono raccontate storie della vita di San Mamete,
pastore ed eremita, protettore delle greggi, dal culto diffuso soprattutto
nelle Gallie e giunto al di qua delle Alpi in epoca merovingia (V-VI
sec). Sopra il pulpito di sinistra, immagini celebrative di personaggi
dell’ordine domenicano a cui era appartenuto San Pietro Martire,
persecutore degli eretici, al quale è dedicato l’altare
più importante della chiesa (2° altare a sinistra).
Pietro da Verona, padre domenicano vissuto nel XIII sec., fece della
lotta contro le eresie lo scopo della sua vita. Fu inquisitore contro
le eresie per la Lombardia. Nella Valsolda, che aveva dato rifugio
ai Catari, si era costituita una confraternita a suo nome, a cui
si deve la donazione di questo altare. Vi è rappresentata
una “Pietà”, con a fianco il Santo titolare,
colpito al capo e alla spalla dal sicario e, dall’altro lato,
San Domenico, patrono dell’Ordine. Il mandante dell’assassinio
di Pietro da Verona fu Stefano Confalonieri, castellano di Albogasio,
grande protettore dei Catari.
Sulla strada per Albogasio, a destra appena passato il ponte sul
Soldo, si trova una bella villa del XVII-XVIII secolo, “Villa
Claudia”, immersa in un grande parco che comprende anche la
cappella privata della proprietà.
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